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variavano gli antichi , e questa loro massima , oltre al farci meno mata rilevare que' difetti, che ad un'occhio diligente si presentano , creder rende meno dubbiosi dell'epoca delle fabbriche medesime, è otte niamo da questo un risultato storico pel progresso delle arti : cosa, e du che non otterranno così facilmente i nostri posteri per le ragionia e que già addotte. Vediamo noi di fatto quanto l'architettura risorgessi sa in dopoche Brunellesco , e Donatello iti a Roma si posero a scorrerli axav; e con uno studio, e fatica straordinaria si misero non solo due se disegnare tutto ciò che vi trovarono di scultura, ma eziandio bike considerare quanto d'antica architettura loro si presentava davanti anda sa ricavando tutti gli ordini di essa, e facendo , piantc colle misurii, des di tutte le parti, e membri degli ornamenti secondo le loro proporzioni. Dal che ne nacque , che specialmente Brunelleso ebbe la gloria di essere stato il primo , che fece ritornare splendere la buona architettura più di quello che Cimabue no, fece per la pittura. E siccome quanto la luce è più risplendente "tanto più presto , diffonde i suoi raggi , cosi non appena i conobbe valore di Brunellesco , che molti si sforzarono d'imi tarlo : e così facendosi noi abbiamo ben poche volte ragione d. dubitare dell'epoca delle fabbriche , che si eressero dapoich questo stesso Brunellesco ne stabili un nuovo metodo.

; Uno de' suoi imitatori devo essere stato sicuramente quell cui fu dato dal nostro Magistrato di Macerata sotto il di 17 giugno dell'anno 1373. 1'incarico d'innalzare quel portico, ch rimaneva dalla parte settentrionale della nostra piazza, dove ce un'eleganza pari ai tempi più fortunati per le arti operò (22 Ed il confronto fra questo, e quello assai irregolare , che si nalzò diciotto anni prima d'innanzi alla Chiesa principale di Sa Ginesio, allorchè n'era rettore Ridolfo Varano (23) prova ch - rapido fu il progresso nelle arti ; giacchè esse ne ottennero u

tal risultamento subito, che vi fu chi diretto il proprio ingegn a migliori studj conobbe , che si dovevano abbandonare le vec chie prattiche, e rivolgersi a quelle , che avevano reso fortune tissimi sotto quest' aspetto i secoli, in cui era grande la Greck e Roma,

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und in volle con questo monumento lasciare una memoria del prond T., ed ora veggonsi per ingiuria del tempo quasi deperiti (27). le altre, loro ispirava eziandio il desiderio di giustificare la

L' esser la maggior parte dei paesi della Marca collocati L'alto de' colli, rendeva indispensabile il procurare che ognuno pex delle fonti pubbliche , giacchè alla difficoltà , e alla grande

psache avrebbe dovuto sostenere il privato , conveniva , che non spice chi era in quel tempo signore di questi luoghi.

u 1200 erasi in qualche paese già incominciato a provcorterte rebene a tal bisogno; ma si spiegò una maggiore attività in solo a prest molo , dove' senza numerare le molte fonti, che si apri

wa mle terre , se ne stabilirono altre nelle principali città , le davantina dire al comodo servivano altresì di publico ornamento.

la nel 1300, che si aprì in Fermo la fonte posta fuori della li kinoman di San Francesco (24). Nel 1309 l'altra suburbana detta di vecleroy fan 25). Ma più che queste deve richiamare la nostra atten

sze quella che si costruì presso il 1326 a pochi passi di distanza

a Macerata, ch'è detta comunemente Fonte Maggiore. Copriva plemiste a pat' anno l' impiego di Podestà un Cicco figlio d' Accoram

bao da Tolentino , il quale per esser sempre più accetto a quei pando suo governo, ordinando , che i Maestri Marabeo , breztico fratelli si occupassero in quest' opera. Non saprei se

tesi fossero soltanto impiegati nella direzione de canali , o pure ante pola asero ancora la parte degli ornamenti: ma se essi lo fu

2 dovremo lodare la loro perizia anche in quest' arte (26). in fine che quell'Alborghetto Chiavelli ,

che tanto per render bello il paese , di cui era Signore, nel 1351 sovare la publica fonte, ch' esisteva nella piazza di Fa

ino dal 1150, e la condecorò di bassi rilievi di pietra, sa furono rinnovati in gran parte nel Pontificato di Sisto

Meutre che queste cose operavansi con tanto vantaggio della ju interes publica civilizzazione continuavono collo stesso furore le contese

to le fazioni Guelfe , e Ghibelline , senza che queste portassero

a pregiudizievole interruzione alle arti. Anzi quella stessa ameste, ch' eccitava un partito , una città a volere primeggiare

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+ Cesente propria preminenza col numero , colla grandezza, colla magnifi." cenza de' lavori ordinati per l'utilità, e per l' abbellimento dell" città, e del territorio. Già vedemmo in quanti luoghi si edifi tisa prei cavano nel finire dello scorso secolo palazzi, che servissero di decorosa abitazione ai diversi Magistrati delle città, ed parkun ei Vescovi , che le governavano nello spirituale , nonche altre falei vodendo briche di cittadino abbellimento , ed anche in questo trovo, che fortiñez quei di Fermo. nel momento stesso, in che si occupavano a reputatio ] abbellire, e restaurare il loro palazzo Priorale (28) il Vescor? 100, d Antonio de Vecchj non voleva essere da meno presso de' suoi la liste ed ordinava, che si rendesse più comodo e si abbellis: Tinine di quello , che doveva essere per i Vescovi (29). Quelli d’Asccie fari. B nel 1375 ordinayano a Massio di Niccoluccio , ed

a Rayvola, ch'a architetti della loro città, che costruissero il ponte maggio rondzrò i entro il breve spazio di venti mesi, e ne promettevano in promenei, de mio quattro mila ducati. Ed essi condussero quell'opera graj: vatba a diosa ed ardita mostrandosi peritissimi nell'arte che professech di tan vano (30). Un' altro ponte pure si costruiva in questo secolo zare il see Fabbriano , il quale, secondo nè pensa d’Agencourt nell' ingegnosa disposizione data a questo monumento per

render capace di resistere alla rapidità del torrente , si ha nuova test:in, et monianza , che la scienza dell'edificazione era riinasta superior dela all'arte ne tempi della decadenza. Ma più , che di queste oper. baze, le fazioni anzidette facevano si, che si moltiplicassero i lava destinati a proteggere la sicurezza dello stato , ad popolo obbediente , cd a lusingare la vanità dei cittadini.

Lasciando da un canto le infinite Torri fabbricate ancos nell'interno delle città, fra le quali presso di noi si distinse Ascoli, cl, si disse al pari di Pavia , Bologna, Lucca, Cremona, Verona, Mantov città turrita (32) furono i paesi altresì guarniti di rocche, e baluardi. Giovanni Varano nel 1384 edificava la fortezza appe lata di Varano, presso la così detta allora via Romea ,

ed fiume Chiento , e restauraya altresi nello stesso

anno la rocc presso il Sentino (33).

Se fosse vero quello, che Baldinucci (34) ne racconta, diremme

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tenere sui selle

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materlo,

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* un Polito di Clemente di Polito nobile cittadino di Resi peritissimo a suoi tempi nell'architettura civile , e milise la in tanta stima presso i suoi concittadini , che nell'anno 35 trorandosi la città di Recanati con suo contado per cansa

ribellione di alcuni cittadini, e del popolo, quasi devastata, e istretta, i Priori volendo ridurre il tutto a buon'essere, e fare boz ábbriche e fortificazioni, ne diedero la cura al nominato Pula Egli era reputato per integrità, e valore nell' arte sua fra i maggior uomo, che su tal mestiere potess' essere in quei i giacchè a lui diedero un' incombenza libera ed assoluta , esa akuna limitazione d'autorità , o di spesa per operare cose i in città e fuori. Baldinucci dice d’aver tratto queste no

una carta , ch' esisteva fra le antiche scritture di Recasd, che io riprodurrò in appendice al solo oggetto di contrappari le molte ragioni, che ci assistono per ritenere questa carta hedeina, che conobbe anche Calcagni, come apocrifa, e priva (oqui fondamento di verità.

Col trascorrere il secolo XIII. abbiamo già osservato , che le molte fabbriche, che in quel tempo furono erette si aggiuna parecchi ornamenti di scoltura. La moltiplicità, e l'eleganza di questi dimostrano , che anche a noi (al pari della maggior parte de'paesi d'Italia ) non fu dato di soffrire più a lungo di

e sfigurate, come ci era stato duopo ne teinpi d'oppressione, e di miseria, e furono anche listri Maggiori solleciti d'usare d'ogni sforzo a ricondurle

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Herbare le arti rozze,

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he stico loro splendore.

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che,

Sacola Pisano era stalo il primo restauratore delle arti kraine in Italia, e non passò gran tempo, che molti si étarono d'imitarlo, e di quello, che si facessero i suoi saci ne possiamo veder molti esemp; , specialmente in Toscana dre furono occupati. In questo secolo non ho dati certi, che des conducano a poter somministrare molti esempi di scolture

se di talune si parla da qualche

non ha più luogo, come appunto sarebbe de l' intagli dei due altari, che si eressero l'uno in San

ca,

resistenti ne nostri paesi, e

sterios municipale

Ciriaco di Ancona dedicato a nostra Donna nel 1349 a spese del. Vescovo Fr. Niccolò Ungaro (35), e l'altro pel Duomo do Fermo nel 1351, che al dire d’Adami, otto anni dopu fi distrutto (36). Rinane soltanto in questa Chiesa una faticosissimi l' finestra circolare intagliata nel marmo a forma di rosa , lavoro d’ún Jacopo Palmieri da Fermo, che vi lasciò scolpit ** a il suo nome,

e l'anno 1344. Avvi chi vuol credere che d'epochoro costui fossero ancora gli altri ornamenti di marmo, che deco mai dip ravano il vecchio Duomo, e se questi pareggiavano in merito ka non potremo , che seinpre più compiangerne la distruzione. Ebblich Jacobo sepolcro nella Chiesa stessa dove mostrò i suoi talenti i quali ma nel rinnovarsi questa , si confuse fra le macerie la pietra kino che ne copriva le ceneri (37). Considerò il Lilli (38) ele era prn 1300 il sepolcro eretto a Sant'Ansuino Vescovo di Camerino lamin che vedevasi nella Cattedrale di detta Città in una cappell ove si deponevano i cadaveri dei Duchi cretta

da Giovanni meni e Ridolfo Varani. Fu anche questo Mausoleo distrutto dal ter< primi | remolo nel 1799, ma raccolti che si furono i frammenti suloistani ne potette di nuovo ottenere il disegno, e nel Duomo rico- no puó ec strutto, di recente ritornerà a comporsi.

Ergesi questo isolato su d'un basamento ch' elevava due to gradini. Sovrapposto ad vi si

posavano quattro pilastrias. Las ognuno de' quali erano Santi intagliati a bassorilievo ,' e prélia tre specchi si ripetette l'immagine di Sant'Ansovino , ne' latera li ornato delle vesti episcopali , ed in quello di mezzo apa. Greta plicato ad ufficio caritatevole. Superiore alla cornice correva wady fregio , in cui s' intagliarono sfingi, chimere, e figure caprio ciose. E quanto alla raffigurazione di questi mistici animali . Se tanto usati ne monumenti sacri dell'antichità, noi diremo cor, San Dionigi ch'essi vi si ponevano fino da primi tempi peras sollevare i Cristiani col mezzo di forme figurate alle ascetiche verità. Riposavano sul fregio otto colonne con fusti parte stima riati, e parte a spira, con capitelli compositi; ma di forma ogmun diversa , ed altrettanto dicevasi delle basi. Reggevano le dette colonne archi acuti terminanti in ornati capricciosissimi,

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