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ottimamente si conviene. Ha esso due ordini di logge l'uno sul-
l'altro; va pei lati di tramontana e ponente, e sarebbe dovuto
correre anche per quello di mezzodì a formare un tutto colla
Chiesa : dopochè un tal lavoro secondo avvisa Vasari (15) fu
incominciato da Bramante (per quanto vi fosse qualcuno, che
bo dicesse piuttosto intrapreso sotto gli auspicj di Papa Ales-
sandro VI. da Giuliano Giamberti nominato da San Gallo ) (16)
restò l'opera dopo pochi anni sospesa , ma in progresso tenendo
dietro alle tracce del primo disegno fu continuata da Andrea
Sansovino, da Antonio da San Gallo, da Giovanni Buccolino,
ed in fine nel Pontificato di Sisto V. Lattanzio Ventura fece
buona parte dell' ala , ch'è di rimpetto alla Basilica. Ed in
tal guisa operandosi in Loreto, s'aprì anche una via ai paesi
circonvicini di edificare dei Templi, e di ordinare altre fabbri-
che, servendosi dell'opera e dei consiglj di que' Maestri, che
ni rimanevano, il che meglio da noi vedrassi innoltrandoci
nel viaggio che abbiamo intrapreso.

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zio Vetl ato Lao briche e

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NOTE
E DOCUMENTI,

pag. 120.

(1) Vasari. Tom. XI. pag. 59.
(2) Wogel. Stor. de Vesc. di Recan., e Loreto. Mss

(3) Secondo Temanza a pag. 337. Il verbo ordinare presso gli architetti significa ancora inventare , comporre.

Vasari Tom. XI. pag. 327.
(5) Wogel, idem.
6) Vasari. Tom. XI. pag. 120.

Torsellino. Lib. XI. Cap. XVII.
Renzoli Teat. istor. Tom. II.

pag

335.
Gaudenti. pag. 115 116.
(8) Cinelli, Storia della Basilica Lauretana Mss.
(9) Vasari Tom. II.
(10) Riera. Cap. XV.
(11) Morrona, Pisa illustrata Pisa 1812.
(12) Tiraboschi. Biblioteca Modanese.

(13) Antaldi. Notizie dei Pittori , ed Architetti Urbinati, e Pesaresi Mss. cit.

(14) Guida di Loreto stampata in Ancona pel Sartori nel 1824,

(15) Vasari. idem.

(16) Un gran dubbio ne porgono L' Angelita, ed il Cirillo, i quali nominano il Palazzo fra le cose fatte incominciare da Papa Giulio II. che pel Giamberti fu molto parziale. Torsellino , Riera vorrebbero che quella fabbrica fosse incominciata nel tempo di Alessandro VI.

Nè Cirillo , nè Angelita però fecero motto del disegnatore.

Fra tante diverse, e contrastate opinioni, noi ci atterremo al sentimento di Vasari, il quale dovette giudicare più che coll’occhio , e col confronto di tante altre opere di Bramante da esso conosciute.

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DELLA MARCA

are da PAV. Le opere, ch' ebbero per le mani i due grandi uomini testé

DELLE FABBRICHE E DEGLI ARCHITETTI

NEL SECOLO XVI.

CAPITOLO XIIJ. nel compirsi del secolo XV. l'architettura in Italia , dicemmo puranco che Leone Battista Alberti , e Fra-Giocondo più d'ogn' altri in questo secolo vi dedicarono il loro ingegno, e le proprie fatiche ; dal che nacque tanto frutto , che nel secolo susseguente si riconobbe in Michelangelo un perfetto imitatore del primo , ed in Palladio un seguace del secondo ; ed in fatti troviamo in questi le

stesse virtù , lo stesso amore e lo studio medesimo dell'antico, la pel Set stessa varietà e rastità di cognizioni, le stesse idee magnanime

¢ generose, aggiungendovi quel fiore di venustà , che non aveva ancora potuto sbucciare benchè nudrito da tanta dottrina nel secolo

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Tocando noi delle cause che più contribuirono a fare risorgere

Trhizat,

orselline, and ico

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nominati, ed il Brunellesco eziandio, furono più grandiose che eleganti ; imperciocchè la solidità più si cercaya ,

che la bellezza. La parte scientifica matematica e fisica dell'architettura vi domipa maggiormente, che non quella che riguarda l' ornato; ed il corso naturale dei progressi dell'architettura richiedeva cosi : prima provvedere ai bisogni che ai piaceri della vita ; prima difendere dall' ingiurie del tempo e degli elementi gli edificj , che abbellirli ed ingentilirli. Sotto quest' aspetto debbono particolarmente considerarsi i monumenti architettonici, ch'ebbero luogo nel cominciare del secolo XVI. nelle nostre città italiane. Parlai nel precedente capitolo della chiesa di Loreto, e di quei lavosi, che vi fece tanto il Majano , quanto il Sapgallo, i quali

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piuttostochè presentare modelli eleganti di greca o romana architettura , non figurano che semplicissimi , ed hanno il carattere d'una ragionevole e ben’ intesa solidità. Altrettanto potrebbe dirsi del Duomo d'Osimo, e se puossi prestare fede ad un'iscri- by zione (1) tuttora esistente , Antonio Sinibaldi Vescovo di essa città appena giunto alla sua sede ( che dovette seguire circa la metà del 1499 ) pose subito mano al restauramento della chiesa a mal condizione ridotta dopo quanto vi aveva operato de il Vescovo Gentile , e furono in questo tempo eretti que grandi pilastri ornati da capo da una semplice scozia , e da piedi con un collarino, i quali sono a sostegno de' spaziosi archi e delle volte , e nel tempo stesso fu di pianta riedificato ancora il palazzo Episcopale , come un'altra epigrafe c'insegna (2).

Allorchè fu successore di Antonio il nepote Giovanni Battista Sinibaldi i Canonici di Osimo concessero ai Frati così detti del Monte Carmelo, Ecclesiam Sancti Laurentii dirulam cum obligatione illam reidificandi intra sex annos (3). E questi dando effetto all'obbligo contratto nel giorno 4 di marzo del 1521 aprirono la nuova chiesa , e fu anch'essa fabbricata in quella foggia, che per noi venne accennata,

Dopo i primi anni del secolo che scorriamo fino alla metà, è quel periodo, che per quanto breve, si disse felicissimo per l'architettura, e fu esso in cui tanti uomini insigni non solo vi ligurarono ammiratori, ma anzi ricercatori e profondi conoscitori degli antichi monumenti, e nell' arte loro veri filosofi. Narra Scipione Maffei (4) di Giovanni Mario Falconetto, le cui virtù trassero ad amarlo vivamente Luigi Cornaro , Bembo , che dopo di avere studiato in `Verona sua patria si portò in Roma, e vi si trattenne dodici anni interi misurando e disegnando quanti antichi ruderi ivi ancora si trovavano. Di Michelangelo ci è noto che non solo degli avanzi di Roma su studiosissimo osservatore, ma che spedi suoi: allievi sino in Grecia a copiare i monuinenti di quella nazione. Di Sangallo il vecchio abbiamo unesempio de' suoi studi sugli antichi ayanzi

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2.

Jella romana, e greca grandezza ne' bellissimi disegni in pergamena, che ancora conservansi nella Bibblioteca Barberiniana (5). Sarebbero state queste forse le norme

che tenute avrebbe maestro Rocco, di cui mi è ignota la patria , se compiuto si fosse il progetto , che immaginò per la chiesa sotto il nome di

Santa Maria del Glorioso , situata ad un miglio dalla città di salo da Sanseverino. Il disegno che per esso si fece , fu poi in parte a aperui eseguito dal fratello di quello stesso Antonio di Pier Jacopo (6)

che dicemmo espertissimo nell'arte d'intagliare in legno. È quem

sta chiesa divisa in tre navi, e nel mezzo s'innalza una volta, chi e che raggirandosi intorno ad un medesimo centro si regge in se

medesima e che diccsi volgarmente cupola ; checche ne dica Mi

lizia è forza l' accordare , che una cupola ben situata , e ben bizni Riepiantata accresce maestà e decoro all' edifizio massime se esso è ti casi de ampio. Sono lodati ancora que finissimi intagli in pietra viva

che contornano la porta principale , i quali forse furono disegnati
dal medesimo architetto, senza però che da noi si conosca qual
si fosse l' artefice, che li esegui. All' oscuro siamo ugualmente
delle
opere,

che si facesse un Pompeo Spadari da Macerata , che
frori nel 1514, e che a quello ne narra Santini (7) fu architet-
10 e meccanico assai reputato , e finchè visse tenne stretta
amicizia con Michelangelo Buonarotti, che dicesi cercasse d'imi-
tare nell' arte. Tenne altresì simili tracce un'altr' artista , che se
non ebbe i natali nella nostra provincia gli fu però Ascoli sya
Seconda patria ; nomossi Cola Filotesio , e traeva sua origine dalla
terra D' Amatrice nel Regno di Napoli; saranno narrate le vicen-
de di sua vita , allorchè avremo a parlare dei pittori, che vis-
sero nella nostra provincia' in questo secolo. Qui avendo noi a
rammentarlo come architetto , e senz' attendere a quanto
dissero gli storici municipali di Ascoli , che lo encomiarono fuor
di misura , lo porremo nel novero di quelli architetti , che non
seppero ogni volta nascondere l'apparente solidità sotto ragione-
voli ornamenti. Ripeteremo poi che i primi architetti che visse
no in questo secolo ebbero particolarmente in veduta di rendere

questi da

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Falamos Cormano,

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