La divina commedia, Volume 4

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Pei Fratelli Mattiuzzi, 1828
 

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Page 252 - A' miei portai l'amor che qui raffina. O, dissi lui, per li vostri paesi «*» Giammai non fui; ma dove si dimora Per tutta Europa, ch'ei non sien palesi ? La fama che la vostra casa onora, •*« Grida i signori, e grida la contrada, Sì che ne sa chi non vi fu ancora. Ed io vi giuro, s'io di sopra vada, •*> Che vostra gente onrata non si sfregia Del pregio della borsa e della spada.
Page 245 - In quel gran seggio, a che tu gli occhi tieni, Per la corona che già v'è su posta, Prima che tu a queste nozze ceni, Sederà l'alma, che fia giù augosta, Dell'alto Arrigo, eh' a drizzare Italia Verrà in prima che ella sia disposta. La cieca cupidigia, che v'ammalia, Simili fatti v...
Page 315 - E siccom'è ragionato per me nello allegato libello più da sua gentilezza, che da mia elezione, venne ch'io ad essere suo consentissi...
Page 314 - Per che più chiedere non si dee a vedere che speziai nascimento e speziai processo da Dio pensato e ordinato fosse quello della santa Città. E certo sono di ferma opinione, che le pietre che nelle mura sue stanno siano degne di reverenzia; e '1 suolo dov' ella siede sia degno oltre quello che per gli uomini è predicato e provato.3 CAPITOLO VI.
Page 162 - Tant' è a Dio più cara e più diletta La vedovella mia che molto amai, Quanto in bene operare è più soletta : Che la Barbagia di Sardigna assai ' Nelle femmine sue è più pudica Che la Barbagia dov
Page 252 - Vicenza bagna, per esser al dover le genti crude. E dove Sile e Cagnan s'accompagna, tal signoreggia e va con la testa alta, che già per lui carpir si fa la ragna.
Page 154 - Or di' a Fra Dolcin dunque che s'armi, Tu che forse vedrai il Sole in breve, S'egli non vuoI qui tosto seguitarmi, 57 Sì di vivanda, che stretta di neve Non rechi la vittoria al Noarese, Ch'altrimenti acquistar non saria lieve.
Page 131 - Modicum, et non videbitis me Et iterum (...) Modicum, et vos videbitis me'.
Page 244 - Dell' onor di Cicilia e d' Aragona , E dichi a lei il ver, s' altro si dice. Poscia ch' i' ebbi rotta la persona Di due punte mortali, io mi rendei Piangendo a quei che volentier perdona. Orribil furon li peccati miei ; Ma la bontà infinita ha sì gran braccia, Che prende ciò che si rivolve a lei.
Page 252 - Mentre che il vento, come fa, si tace. Siede la terra dove nata fui, Su la marina dove il Po discende Per aver pace co

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