È Stato la mafia: Tutto quello che non vogliono farci sapere sulla trattativa e sulla resa ai boss delle stragi

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Chiarelettere - 160 pagine
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“Perché avvelenarci il fegato con queste storie vecchie di oltre vent’anni, con tutti i problemi che abbiamo oggi? La risposta è semplice e agghiacciante: sono storie attuali, come tutti i ricatti che assicurano vita e carriera eterna tanto ai ricattatori quanto ai ricattati. Da ventidue anni uomini delle istituzioni, della politica, delle forze dell’ordine, dei servizi e degli apparati di sicurezza custodiscono gelosamente, anzi omertosamente, i segreti di trattative immonde, condotte con i boss mafiosi le cui mani grondavano del sangue appena versato da Giovanni Falcone, da Francesca Morvillo, da Paolo Borsellino, dagli uomini delle loro scorte, dai tanti cittadini innocenti falciati o deturpati dalle stragi di Palermo, Firenze, Milano e Roma. E su quei segreti e su quei silenzi hanno costruito carriere inossidabili, che durano tutt’oggi... Chi volesse capire perché in Italia tutto sembra cambiare – gattopardescamente – per non cambiare nulla provi a seguire con pazienza il filo di questo racconto. Se, alla fine, avrà saputo e capito qualcosa in più, questo spettacolo e questo libro avranno centrato il loro obiettivo: quello di mettere in fila i fatti per strappare qualche adepto al Ptt, il partito trasversale della trattativa.” Marco Travaglio
 

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H. 1:52 del video, p. 121 dell'ePub: "Il boss Giuseppe Graviano: Avevamo ottenuto tutto quello che cercavamo. E questo grazie alla serietà di quelle persone che non erano come quei quattro crasti [=cornuti] dei socialisti che negl'anni '80 avevano tradito le attese. Questi erano seri. E chi erano? Canale5, Silvio e Marcello. Ci stanno mettendo l'Italia nelle mani."
1) Perché solo gl'"oltre ultimi 20 anni"? Come mai solo la c.d. seconda repubblica? Forse poiché l'intento primario se non esclusivo è quello di descrivere Forza Italia quale ingresso diretto della mafia in politica? Cosa giustifica la disattenzione di Travaglio, giornalista di cronaca giudiziaria trasformatosi in storico contemporaneo (parziale), d'altronde è questa la sua laurea, verso il resto dell'arco parlamentare e verso ciò ch'egli liquida in un'unica frase, "i politici che hanno retto l'equilibrio di convivenza e connivenza con la mafia per tanti decenni dopo la guerra" [h. 0:49:15 del video]? Pure la Treccani online ricorda che lo sbarco alleato in Sicilia (luglio 1943) avvenne tramite un accordo con Lucky Luciano e i suoi contatti mafiosi siculi. Dopo lo sbarco, la mafia strinse rapporti con esponenti dei partiti al governo, che la legittimarono come forza antisindacale, anticontadina e anticomunista. Mentre le cosche locali si radicavano nel tessuto degl'enti regionali, i mafiosi rientrati dagl'USA fecero della Sicilia la centrale mediterranea del narcotraffico e del traffico d'armi. Reciprocamente, nel 1945 Bugsy Siegel, appartenente alla gang di Lucky Luciano, ottenne finanziamenti dai boss delle Famiglie della East Coast statunitense per la costruzione d'un hotel-casinò, il Flamingo, nel deserto del Nevada, località poi divenuta famosa come Las Vegas.
2) Negl'anni 80 non mancò una campagna denigratoria verso il maxiprocesso e i giudici che la conducevano. Furono in particolare due i quotidiani che se ne resero portavoce, il Giornale d'Indro Montanelli e Il Giornale di Sicilia d'Antonio Ardizzone. Tale atteggiamento restò evidente per tutto il processo di primo grado che durò dal 10 febbraio 1986 al 16 dicembre 1987, e s'affievolì solo con le pesanti condanne. Perché Travaglio tace su quest'aspetto del quotidiano di cui era già collaboratore dalla vigilia di Pasqua 1987?
3) Borsellino stesso non parlò di collusione dello Stato in toto ma di "parti infedeli dello Stato", "pezzi di apparati dello Stato" (h. 1:08 del video, p. 66 dell'ePub). Perché Travaglio non tiene conto di questa distinzione nel titolo del libro/DVD/recital e la riporta solo nella suddetta occasione? A es., sono i mafiosi stessi ad affermare che i socialisti "prima avevano chiesto i voti e poi avevano fatto la guerra." Come si spiega un comportamento così "bizzarramente giustizialista" da parte dei craxiani (sostegno del maxiprocesso; nomina nel '91 di Falcone a direttore generale degl'Affari penali "al ministero della Giustizia, con Claudio Martelli, nel tentativo di cambiare le cose dall'interno del sistema. E ha suggerito di far ruotare i presidenti della Cassazione, così che non sia sempre Carnevale a occuparsi di mafia", "l'ammazzasentenze" che vanificava tutte le condanne di 1° e 2° grado [hh. 0:35 e 0:45 del video, p. 26 dell'ePub]; "8 giugno ['92: i] ministri Scotti e Martelli firmano la prima, vera legge antimafia della storia repubblicana dopo la Rognoni-La Torre sul 416-bis e il sequestro dei beni: il decreto che perfeziona il 41-bis per isolare al carcere duro i boss mafiosi" [h. 0:49:15 del video; p. 42 dell'ePub])? E perché mai, ancora una volta, Travaglio non si e ci pone domande del genere e ancor meno fornisce un qualche straccio di risposta, nella sua ricostruzione in apparenza così curata nel minimo dettaglio?
Mauro Lanari
 

È Stato la mafia. Con DVD

Recensione dell'utente  - enrico - IBS

Prima parte del libro molto bella, con il racconto chiarissimo di ciò che è stata la trattativa. L'ultima parte invece, dedicata alle vicende D'Ambrosio-Mancino-Napolitano, è piuttosto noiosa. In ... Leggi recensione completa

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Informazioni sull'autore (2014)

Marco Travaglio è direttore de “il Fatto Quotidiano” e collaboratore fisso del programma “Servizio pubblico” di Michele Santoro. I suoi molti libri, tutti bestseller, compongono insieme una controstoria dell’Italia della Seconda Repubblica, da L’ODORE DEI SOLDI (con Elio Veltri, 2001), MANI PULITE (con Peter Gomez e Gianni Barbacetto, 2002 e 2012), REGIME (con Peter Gomez, 2004), ai più recenti AD PERSONAM (2010) e VIVA IL RE! (2013). Dopo i successi teatrali di PROMEMORIA , ANESTESIA TOTALE (con Isabella Ferrari), È STATO LA MAFIA (con Isabella Ferrari e con Valentina Lodovini), è in scena con il nuovo spettacolo SLURP (con Giorgia Salari, sempre per la produzione Promo Music).

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