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ntagliga anche nella zecca di quella Città nel 1425, come da un

lani, ed Artisti ascolani ripetette l'anzidetta notizia , ch'io trimale, che conservasi nella Sagrestia de' Francescani nella terra

fresto prezioso lavoro, che si vede ricordato in un'inventario als Sagrestia del Duomo colla data del 1379 si suppose dal Sig. azulamessa donato alla sua Chiesa da un Pietro di Ascoli, che la Vescovo d'Osimo dal 1361 al 1381. lo però senza arafire apertamente a questo suo divisamento mi farei lecito s stare che potrebbe ostargli il riconoscere che questo Ve20, il quale fu liberalissimo verso la sua Sposa , non lect na atto di donazione, che non

pregasse un No* i registrarlo, e non può credersi che avesse trascurato ** Rmoria anche di questa Croce, che doveva considerarsi

getto di valore, e meritevole perciò d'essere ricordato (78). S la morte che toglie ai viventi le migliori speranze non ci

se rapito si presto il dottissimo Abb. Wogel, noi avremmo me shpeto ottenere una storia della nostra provincia , che non avesse

da alle molte di cui è ricca l'Italia. Fra le carte da lui beate e che svolsi ve ne trovai una, nella quale era indicato, che gesto Pietro Vanini fosse stato adoprato da nostri maggiori, conBadogli l' incarico di Rettore della zecca maceratese; ma non iedo

progresso rinvenuto altro documento che l' asscrzione Vogel confermasse , mi cadde in pensiero ch'egli potesse aver pso abbaglio con due altri Ascolani che furono realmente in kvaa impiegati, e dessi sono Giovanni Vanni , e maestro MariBa, i quali sappiamo che Lodovico Migliorati Signore di Fermo traento ripetuto dal Zannetti nella storia delle zecche italiane (79). I te di non potere di questo dubbio rendere in tempo avver* 15. Cantalamessa , che nell' applauditissima sua storia dei d'esto comunicai, dietro l'unico esame delle carte del Wogel. Tn'epoca uguale alla Croce osimana può ascriversi all'altra

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questa ricoperta da una lamina sottile d'argento schiacciato rilievo vi sono figurate le immagini di diversi e. Nell'epigrafe , ch'è maricante del principio, e del fine si ha

Serræ petronæ ministro della provincia della

Tom. I.

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Marcha de Anchona E su talc epigrafe Frate Antoni Bacchini nella sua relazione di Serrapetrona, scritto inedito del 1715 così pretende di spiegarla. Frate Ugolino de Andrea del Serra Petrona Ministro della Marca d' Ancona MCCC. N corrispondono però a tal'assegnazione di epoca le nozioni c abbiamo dal Pad. Civalli ( Colucci Tom. XXV. pag. 75 ) il quale dice, che Frate Ugolino fu Ministro de' Minoriti nella Mai nell'anno 1379, per cui noi concludiamo doversi dire, che l'an detto lavoro fu opera di quest'anno, e per tale deve ritenersi.

Sotto l'epigrafe riferita esiste un bellissimo niello di circa pollici di altezza , dove si ha Cristo in croce senza corona di spi nella tesla , e col titolo scritto in caratteri romani a differer dell' epigrafe indicata , la quale si riscontra segnata in caratteri ca detti gotici. Il fondo del niello figura una rupe, ed in distanza scorge la Città di Gerusalemme, cose tutte indicate con molta fi tezza , e precisione. Da un'altra iscrizione, che leggesi nel ro' scio della Croce sudetta si ravvisa , che molti ornamenti, di era essa ricca vi furono tolti, e che quei che vi si vedono si stah rono per cura , e spesa di Frate Giovanni Pico Orname fures Cruci furantur a fratre Ioanne Pico Piceni Minist sua pecunia effici curantur MDLV., per cui essendo oggi questa Croce tunico ornamento il niello sudetto dovrà convenir: che questo vi fu collocato da Frate Pico, allorchè ne scomparvi gli altri. Poco lungi dagli ultimi anni di questo secolo , o ne pr del veniente ebbero certamente origine ancora quei nielli, che s vono ad ornamento delle ricche teche, che racchiudono insi reliquie, e delle Croci episcopali , legate da Niccolò Perotto Al vescovo di Seponto, e Conte dell'Isola Centupera a suoi Nepo e che oggi vengono gelosamente custodite nel Monastero di Sa Chiara di Sassoferrato.

Visse finalmente contemporaneo al Vanini un Gentiluccio Maestro Cecco da Camerino , che oltre l' essere eccellente nel ! ornati a rilievo in metallo, fu anche fonditore di campane,

fi quella, che rimane tuttora nella publica torre della Piazza di F rugia (80).

e

Dal fin qui accennato si scorge chiaramente , che noi ancora teinammo di pari passo a molte Città dell'Italia nel ristabilimento kelle arti, per cui potremo associare la nostra gloria a quella dil'intera penisola. Agli Italiani soli è dunque dovuto il rinascimento di queste arti, e in ciò l'Italia disferisce dalla Grecia che questa la di molti altri popoli dirozzatrice; l'Italia avendo vinte le barbarie dai tempi bassi, lo è stata di tutta la culta Europa.

& a noi pertanto interessa conservare un vanto, che al disopå tanti ci distingue, proteggiamo queste arti medesime , e vendo da noi lontana l'ignoranza , eviteremo que danni a che

segetto l' Oriente , e l' Egitto , vale a dire , che spogliati una da di que' beni, che tanto illustravano le loro Nazioni non gli pii concesso di riottenerli.

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(1) Ciampi. Sagrestia Pistojese pag:

21. (2) Buonarotti. Dittico Sacro di Rambona. Il P. Gio: Battista Can.9a, cellotti Gesuita nella storia inedita di S. Severino riferisce la seguentes prince iscrizione ivi esistente. SUB ANNO- DOMINI — MILLESIMO TRECENTESIMO SECUNDO TEMPORE DNI NIFATII PAPE OCTAVI MENSE FEBRUARII DIE UNDECIMA - TRASLATUM - EST CORPUS - - BEATI

DOMINICI ( LORICATI ).
Annal. Camald. Tom. I.

pag

213. La Chiesa ch' esisteva prima di questa era dedicata alla SS. Trinità. (3) Muratori. Ant. Ital. Dissert. 74. Turchi. De Ec. Cam.

pag.

276. Questa Chiesa fu inaugurata nel 1386 per opera de Monaci di S. Vicino, cui apparteneva , come rilevasi dagli atti di sacra visita del Vescovo di Camerino Alfonso Binarini nel 1579. Una delle cause principali dei difetti sumenzionati nelle fabbriche di questo limpo io lo rilevarei anche dalla poca pratica, ed intelJigenza degli architetti.

(4) Da un'antico Mss. che si conservava nell'archivio di Classe presso Ravenna riserito dagli Annalisti Camaldolesi ( Append. del Tom. I. pag. 168 ) si rileva chiaramente, che nel luogo dove è ora la piccola Chiesa della Pietà, esisteva un Monastero di Monaci ; poichè vi si legge, che un certo Giovanni figlio di Donna Bona da Macerata offii se stesso, e tutti i suoi beni mobili, ed immobili a Dio, e alla Chiesa di S. Maria della Pietà , ed a Roberto Abb. di delta Chiesa, promettendo di vivere Converso solto il Rettore di questa Chiesa , e di non mai trasferirsi altrove. Donazione stipolata in Macerata nella casa di Francesco Giamvilli li 12 Luglio del 1327 Questa Chiesa che appartiene attualmente alla Santa Casa di Loreto, ba dappresso un fabbricato che conserva specialmente nella parte esterna qualche traccia dell' antico Monastero.

(5) Ascevolini. Stor. di Fabriano Mss. pag. 31.
(6) Cancellotti

Stor. di S. Severino. Mss. pag 160. Fra gli aliri Monasteri , che potrebbero ricordarsi quello detto di S. Maria del Rio ch'era situato alle radici del Monte dello Valle Fibbia nel Territorio di Fiastra nel Camerinese. Di questa fabbrica esistono appena pochi ruderi. Esistette però

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AANNIS PAPÆ XXII. di lialta Part. III. pag 205 ) si ha tutto quello, che riguarda la 2005 LXX. FUNDAT ORDINEM MINORUM MCCXXIII. III.

so instalto fino al sec. XV., da quello ne dice il Turchi. de Ed. Cam. pag. 269.

Quello di S. Niccolò da Fabriano, che fu abitato dai så delti Monaci del Tripudio Alborghetto i Chiavelli diede paripio alla Chiesa nel 1327. Essa non ebbe , che un solo altare.

soppresse questo Monastero nel 1460, ed eresse la Chiesa Kifle in Collegiata.

Turchi. Cam. Sac. pag. 340.
Ascevolini. Stor. Mss. pag. 23.

Come parimente faremo menzione di una Chiesa dedicata 1-) Rinaldo esistente ne sobborghi di Monte dell'Olmo, della |-* ga se ne sa memoria in un' Istromento del 1356 esistente CAE- archivio di detta Terra. Kesa questa Chiesa rovinosa

per le kuie de' tempi , fu risarcita per ordine dell'Arcivescovo di con Alessandro Borgia nel 1726. Si ricorda anche da Catalani de Ed. Firm.

pag.

56. ) Bernabei. Cronac. Ancon. Mss. Cap. 93 Narra Saratai Stor, d'Ancona a pag: 188 che nel claustro del Convento tradeva scolpita la memoria della fondazione della Chiesa , ch'è

he seguente. ANNO DOMINI MCCCXXIII. IN FESTO ASSUMrad Hlusis DOMINICÆ , ISTA ECCLESIA COSTRUCTA EST

FER DOM. NICOLAUM ANCONITANUM EPISCOPUM IN HOmed VREM SANCTÆ MARIÆ MAJORIS , TEMPORE DOMINI

Buglioni. Stor. della Chiesa di San Franc. d'Ancona - 31.

L'architettura della Chiesa attuale è di Ciarassoni arch. amitano.

Guid. Ancona. Del 1821 pag. 16.
In quest' Iscrizione prodotta da Colucci nella stor. di
di questa Chiesa , e del Convenio.

D. 0. M.
SERAPHICUS PATER SANCTUS FRANC DECUS ITA-
WEINVICTUS

JESU HEROS. ORITUR ANNO DOMINI
4. DECEMBRIS RAPITUR A DEO MCCXXVI. NONIS OCTO-
LilS
. DEDICATUR

EI HOC TEMPLUM MCCC. SEXTO KALENDAS NOVEMBRIS, BISQUE HONORATUR. COMITIIS PROVACIALIBUS MCCCCXCII. VI. IDUS MAIJ ET MDXI.

AT SECUNDO PRESENTE G. P. MAfoil TGSTRO PHILIPPO GESUALDO GENERALI FELICITER CE

FRATER HILARIUS ALTOBELLUS
TREJENSIS DOCTOR THEOLOGIE PROVINCIALIS ORIENTIS
XULPERE CURAVIT ANNO MDCVI.

(9) Ascevolini. Stor. di Fab. Mss. pag. 28.
(10) Catalani. De Eccl. Firm. pag. 217.

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LENDIS MAJI

LERRATA FUERE

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