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La Chiesa dei Frati Min, di Mont' Ottone su consacrata , 1 da Pietro Vescovo di Osimo per facoltà concessagli da Bongiovanni, ileriai come vi lesse Catalani in una copia di bolla di detta consagra- en buelas zione, che trovavasi presso i Religiosi di quel Convento. (11) Catal. dc Eccl. Firm. pag. 217.

Ridolfo Tussiani ( Histor. Seraph. Relig. Lib. II. ) asser- vai eit ma che la Chiesa de' Frati Minori di Fallerone sia stata consacra- instit ta da Buongiovanni Vesc. di Fermo. Catalani dice, di non aver it hom potuto rinvenire alcun monumento di questa consacrazione, ma che in das ha veduto però nell'archivio del Convento una Bolla d'indulgenze as litera concesse nell' episcop. del detto Buongiovanni del 1362, e questa a la crede aver dato motivo all'equivoco del Tussiani.

(12) Questa Chiesa , a cui fu tolta la travatura pochi anni .. sodo, conserva ancora i muri laterali, e l'abside, dove si scorge mi bodki dopo la caduta dello scialbo esterno, che fu tulta dipinta da artisti viventi in questo secolo, o da quelli, che li succedettero poco ils dopo. Nel muro di facciata alla porta maggiore vi è in un'archetto figurata la Vergine in trono col Bambino in grembo, ed ai lati due Santi dell'Ordine Francescano, e potrebbe questa dirsi opera di un dia de buon imitatore di Cimabue. In un'altare laterale a quello di mezzo 5 at ni dove fu levato il quadro si ha una mezza figura di Ecce Homo coi misteri della passione di N. S. all'intorno, che tiene della medesima maniera.

(13) Colucci. Ant. Pic. Tom. XXXI. Append. del codice diplomatico di S. Vittoria

pag.

48. Della consecrazione di questa Chiesa si ha memoria in un breve di Fr. Lodovico da Fermo Episcopatu Casturiensi, il quale ople per ordive di Fr. Sisto Abb. Farfense la consacrò il 16 settembre

AN dell'anno 1368. (14) Wogel Stor della Ch. di Recan. Mss. pag. 56. Le spese, che si fecero per la costruzione di

questa sa appariscono dagli alti di Ser. Antonio Gianni ( Proioc. I. Testam. del 25 Agosto 1583 ): Essa cambiò forma nel passato secolo.

A quest «poca parimente deve appartenere la Chiesa di S. Francesco a pochi passi da Mont' Alto, la quale nella parte esterna ancora ne dinota le antiche tracce. Come presso Tolentino nella cuntrada della Burra era una Chiesa , ed

un Convento fabbricato nel 1372, ed era allora abitato dai cosi detti Frati Clareni , ai qunli dopo la soppressione avvenuta per decreto di Papa Leone X. subentrarono i Minori Osservanti. Anche questo luogo cambiò aspetto,

Gonzaga descrizione de' Conventi dei MM, Oss. esistenti nella provincia della Marca Conv. Numero 28. Santini. Stor. di Tol.

pag. 158. Come nel 1294 ebbero i Frati Minori di Monte Santo dal Vescovo Filippo di Fermo la Chiesa di S. Niccolò, ch'era monastica.

Quesia Chiesa di sirottura antichissima aveva otto altari. Era di due navale, la principale della lunghezza di piedi 72, e della larghezza di piedi 28.

Chie

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nella 4 ISTRI ANNONAE.

(15) Bernabei. Cron. Ancon. Cap. 95.

Ad landes , et reverentias Omnipotentis Dei , et Haris Gloriosae Virginis Mariae B. Augustini, et Nicolai Conhacer. et omnium Sanctor. ejus ad perpetuas rei memorias Uniprous Populus Civitatis Anconae dedicavit, et fundavit hanc Indexam Ordinis S. Augustini de Ancona nomine, et vocabulo inte Mariae populi etc. . . :: Anno a Nativitate ejusdem Dei el Dorn. Nostri Cristi 1338 indictione sexta die VINI. Mensis

Sweatris tempore Dom. Benedicti Papae XII. , in cujus rei Blamonium Frater Jacobus de Ancona Prior dicti loci , et

vais presentes litteras fieri fecit etc. ça Lo stesso Cronista asserisce, che la porta di questa Chiesi cominciata da Maestro Ciorgio da Sebenico , che

per morte an imperfetta. Vasari lo chiama Duccio Tom. I.

pag.

121. Baldinucci. Tom. IV. pag. 428.

Puglioni. Istor. del Cony. di S. Francesco dell'Ord. de G'art Ed' Ancona

pag.

185.
Saraceni. Stor. d’Ancona pag. 295.

Guida d'Ancona del 1821 pag. 41.
(16)

Dagli atti riportati dall’Ab. Vecchietti si ha, che gl’Agocietiessani fabbricarono il loro Convento nel 1347. La Chiesa contigua della tube da priina il titolo di S. Pietro in Ceronzio, in seguito di

S. Maria Nuova , ed in fine di S. Agostino.

Compagnoni. Mem. della Chiesa, e de Vesc. d'Osimo (17) Esiste nella Chiesa la seguente Iscrizione.

HOC OPUS FIERI FECIT. FRANCISCUS MATTEL-GANS1: - AD - HONOREM - DEI - ET - BEATAE - MARIAE - VIRGINIS - ET SANCTORUM - FLAVIANI ,- ET COSTANTINAE, LI COIS: - FIRM - SUB - ANNO DNI - MCCCXIII TEMPORE EPI: - ALBICI

(18) Sulla parete esterna della Chiesa di S. Gregorio. 4. A. D. BSCXIII. INDICTIONE - X. D. N. CLEMENTIS - PAPAE III. WOVATA FUIT. HAEC ECCLESIA PER DOMINIC-COLAM

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codia do

pag. 62.

noria ina

6.

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M’avvertiva il ch. Av. Giuseppe Fracassetti , cui profes5 molta gratitudine, tanto per averini comunicata la citata epigrae, come per le molte altre notizie da esso ricevute, relative alla sa Patria , che debba piuttosto leggersi Clementis Papae V. non 11.

, ina il Magistri ci chiarisce della poca dottrina 'dell'Autore. Moltissime sono le Chiese, che potremmo citare, come fabbricate

Avicenna nella Storia di Cingoli pag. 113 riferisce una lapide, che ricorda l' erezione di quella di Santa Maria presso Cangoli del 1324, la quale fu di recente distrutta. Bernabei nella sua cronaca parla di quella che su eretta in Ancona per intercederc

u questo tempo.

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racchiuse di San Gregorio, e queste passarono ad abitare il borgo 104 la cessazione della pestilenza del 1349, dedicandola a Maria Vergi-3 m ne sotto il titolo della Misericordia e Saraceni narra , che fu essa no nel 1399 ampliata.

Non è a dimenticarsi la Chiesa detta della Pace, che in aedilla ben diverso modo di quello , che al presente si scorge fu edificata: mid in Macerata nel 1323 nell'occasione , in che fu conchiusa la pace chiar fra le fazioni Guelfe , e Ghibelline. Di tal circostanza ci avvertiva una lapide, che leggevasi in detta Chiesa.

IN NOMINE DEI AMEN ANNO MCCCXXIII a leer INDICT. VI. TEMP. D. JOANNIS PP. XXII. DIE XXIII. Met mora MARTII AEDIFICATA FUIT HECC. S. MAR. PACIS GENTILUTIUM BARTHOLOMEI ANDREUTIUM CARBONUM ET JULIANUM PAULI D. MACERATA PRIMO AN. QUO FACTA FUIT CIVITAS, ET AUCTORITATE D. FEDERICI EP, MACERATÆ TEMP. D. AMALII RECTORIS GENERALIS IN MARCHIA.

Compagnoni. Reg. Pic. pag. 190.

Nè quella, che Giovanni Varano nel 1585 comandò con la suo testamento, che s'innalzasse in una di lui casa posta nel borgo di San Vincenzo, e a cui unito un Monastero, ordinò,

che vi dimorassero dodici Monaci di Monte Oliveto. Si trasportarono poi detti Monaci di là a non molti anni all'estremità del borgo, e fu loro data la chiesa di San Matteo , la stessa cioè che dal Ve scovo Rambotto, o Ramberto l' anno 1291 era stata concessa alle

مثلا PER

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e

pag. 143.

detto de Belmangeri l' anno 1483.

Nella sudetta commutazione fra le Monache Benedettine , e gli Olivetani , si commutarono anche i nomi delle Chiese, perchè si venne a chiamare di San Matteo quella che avanti si diceva di Santa Maria nuova , la quale denominazione passò con gli Olivetani nella chiesa antica di San Matteo, oggi detta della sŠína Annuziata , che fu a buona forma ridotta nel 1494 dalla pietà del Duca Giovanni Maria Varano.

Lilli Stor. - di Cam. Lib. IV. Par. II. pag. 124,

Come in fine sappiamo, che nel sec. XIV. ne fu eretta una nella terra di Santa Vittoria , dedicandola a San Salvatore.

(19) In una delle pareti laterali esterne si legge l'iscrizione seguente scriua in bellissimi caratteri , cosi detti gotici — ANNO DOMINI MCCCXXX TEMPORE FRATRIS FRANCISCI PRIORIS. FABRICATA FUIT ET. MAGISTER ALBERTINUS. FECIT. HIC. PON.

Di questo paese si ha una storia inedita scritta da Fr. Andrea Rosini Cappuccino Offidano nel 1654. Il Mss. conservasi nell' Archivio Comunale. Della chiesa citata si parla a pag. 35.

(20) Vasari. Ediz. dei Clas. Tom. V. pag. 338.
(21) Wogel. Stor. de Vesc. di Recan. Miss pag. 56.

porady

sporten

ACTUM FUIT TEMP. NOBILIS, ET POTENTIS VIRI.
theas; el Dominic. frat fecer. hoc

105 Nel 1383 mori un certo Niccolò Corraducci di San Gi• persona molto ricca , e legò tutti i suoi beni per testamento id esi pii

. Convennero poi gli Esccutori testamentari d'impiegarli as per la costruzione della Chiesa cattedrale, la quale era allora troppo A egusta, e per l' antichità vicina a rovinare. Poco dopo cioè nel

15 ai 15 di Febbraro un tal Venanzo Cisci istitui erede de' suoi nei Angelo Vescovo, onde se ne servisse per la fabbrica di San Tariano. S'accinse questo Prelato con molto impegno all'impresa,

** la fede un Istromento pubblicato ai 13 di Gennaro del 1384, Bill. I bese si ha la compra di centomila maltoni , e mille pesi di calce

- meduti a tal effetto. Ex libro Anton-Joannis in Arch. Pub. CARE

Esisteva ancora nel protocollo del medesimo Notaro ( ma ATE a perilo ) il contratto del Vescovo fatto coi muralori.

Il Campanile non fu compiuto che nel 1491 Pochi anni sita, cioè nel 1369 fu anche di nuovo fabbricato il palazzo Vesente in occasione , che un' Oliviero venne ad occupare la Sede Lpiscopale di Recanati

. Tutto questo si riscontra dal libro d' ened esito di quest'anno

che si conserva nel publico archiwo della Città. 22) Compagnoni. Regia Picena

pag.

237. Anche la piazza di S. Severino , detta in antico del ne dalle percalo fu incominciata ad ornarsi di portici nel 1360, e

opera a quasi compiuta nel secolo XV col farsi avanti ciascuna casa delle e il bossze

, mentre da prima non era cinta, che di soli abitati. Li partici attuali sono stati per la maggior parte rinnovati.

25) Severini. Stor. Mss. di San Ginesio pag. 187. 124 è talmente corrosa l'iscrizione scolpita nella Fonte Sari di Porta San Francesco, che non può sapersene, se non MILO MILLE TRECENT.

DUODECIMO. (25) Eccone l'iscrizione.

TEMPORE NOBILIS - ET POTENTIS MILITIS. D.
RINI DE VERNACIS - DE CONDEMNATIONIBUS. FACTIS.
IPSAM EXISTENTE

CAPITANEO RAINALDO. DE
WARDO. DE RENTE. HIC FONS -- FACTUS EST ANNO
LL BOCCIX. MENSE AUGUSTI.
126) Compagnoni. Reg. Pic. pag. 190.

Santini. Stor. di Tolentino pag 226

IN DEI NOMINE AMEN. AN. DNI | MCCCXXVI. IN-
C. VIII. TEMP. | DONI. JOANNIS. P. P. XXII. HOC. OPUS.
MECHI – DE ACCURIMBONÆ. | DE TOLENTINO POTESTA-
IIS, CIVITATIS MACERATA.
Sotto allo stemma della Città vi si legge: Magister Ma-

opus

Deo gratias.
27) Ascevolini. Storia di Fab. Mss.

pag.
(23) Del Palazzo Priorale di Fermo si hanno notizie fino al

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1397. Esso fu di nuovo restaurato nel 1446 dai danni sofferti du-
rante l'assedio degli Sforza. Così m'avvertiva il lodato Signor

B HUSE Fracassetti. (29) Catalani. de Eccl. Firm. pag. 22

Ecco l'iscrizione, che fece scolpire lo stesso Vescovo. * REVERENDUS – IN CRI. PATER ET D. OMINUS DONUS. ANTONIUS DE VETULIS. DE VITERBIO

Literade LEGUM DOCTOR

DEI

GRAT. - EPS. ET PRINCEPS FIRMAN CONSTRUI FECIT HAS – EDES DE

MOS. -IN HONOREM VIRGIS GLOSÆ DNI MCCCLXXXXI. DIE XV. MS. JULII.

(30) In un Mss. nella libreria Grassi d'Ascoli contenente le spese so memorie storiche di Ascoli fino al 1524 a pag. 24.

Cantalamessa Giacinto Mem. intorno agli artisti, e let- t hilito ! terati ascolani. Pag. 82.

(31) D' Agencourt. Vol. II. pag. 470.

(32) Cantalamessa Giacinto. "ld. pag. 32 e seg. Ascoli ebbe its circa due cento Torri.

Maffei Verona illustrata. Ediz. di Milano 1826. Docum. 1. 3 su (33) Lilli Slor. di Camerino. Lib. IV. Part. II. pag. 125. <rch (34) Baldinucci. Tom. IV. pag. 525. Ecco la patente riportata da Paldinucci a pag. 527.

ME Spectabilibus Viris Capitaneis Villis s. M. Castrorum Portus Sancti Petri Montis Florum.

Nec non officialibus nostrarum Villarum Sancti Martini riba Montarani , et Bagnoli Reip. nostrae fidelibus

Priores Populi Civitatis Recanatensis Sal. Nuper gene- do

et nob. Vir: Politus D. Clementis Politi Civis noster, Matematicae Magister , et precipuac Architecturae Militaris examine pedivit reparationem , et costructionem nostrae olim dirutae Patriae ob efferatam audaciam quorumdam , promptus ad fortificanda nostra Castra cum villis antequam redeat ad ministeria belli, ubi esl peraegre revocatus. Et sane quia nunc Deus Opto te Max. et Deipara Virgo nostra Tutelaris Domina fecit nos respirare a cladibus post exantlatos labores plurimorum annorum, reformatum , sancitum, et ordinatum fuit in Concil. Majori Populi, et Magnificorum Anzianorum ut etiam Comitatus noster restauretur , et fortificetur. Igitur vobis omnibus , et cuique ver strum sub poena privationis officiorum seu officii praecipimus, et mandamus auctoritate qua fingimur S. Cons. qualiter preparare faciatis eum numcrum Operariorum animalium, et ean qualitatem materiae ligna , et lapides , et demum totum id, quod a vobis, et a quolibet vestrum requisiverit , seu requiri fecerit idem Politus D. Clementis in reaptatione , seu constructione etiam de novo facienda , et ejusdem arbitrium fossorum repellionorum Politiatarum , Mantelectorum, et Turrium, Murorum , Cabelleriorum , Bastionum , Vallorum, et hujusmodi. Ad hoc

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