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regolata devozione al cap. XX. pag. 137 ( ediz. di Venezia 1748 ), » Famosa , e frequente era una volta la devozione a S. Cria: stoforo perchè si spacciava

che chi mirasse la di lui 20 | immagine, in quel non morrebbe di mala morte, onde , quel distico.

Cristophori sancti speciem quicumque tuetur
Ista namque die non morte mala morietur.

Perciò chi bramava del concorso alla sua Chiesa nel frontispizio faceva dipingere S. Cristofaro in forma gi-thogantesca , come rappresentano le favole di quel Santo. (66) Lanzi. Stor. Pit. Tom. I. pag. 305 e Tom. II. pag.

Mancini Memorie varie Mss. Codice esistente nella Biblioteca Barbarini di Roma dove si dice.

Filippo Rossuti fu coetaneo, e compagno di Fr. Jacopo:ca onde forse nato non l'ho potuto trovare, solo ho letto il suo

di Rossuti nell'orlo della veste del Salvatore nella facciata di Santa Maria Maggiore; Credo che fosse anche com- 1 pagno di Fr. Jacopo. In niun'altro luogo si vedono suoi lavori, ma ha miglior gusto, miglior maniera di Fr. Jacopo. Suo è il ritrallo del Card. Colonna nella facciata di S. Maria Maggiore, c forse sue sono le pitture di S. Francesco a Ripa. (67) Papini Min. Conv. Notizie istoriche della

Basilica ď Assisi Fuligno 1824 pag. 119, e 308.

E un errore di stampa il dirlo di Tolentino verificai io stesso parlandone col medesimo Autore.

(68) Della Valle Pad. Guglielmo Stor. del Duomo d'Orvieto. Roma 1791 pag. 353.

(69) De Angelis Ab. Luigi - Notizie di Fr. Mino da Turrila Siena 1821 pag. 56. (70) De Angelis Ab. Luigi. Idem.

Da Assisi 24 Decembre 1802.

nome

come

pag. 52.

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Fr. Francesco Centini.

È finalmente venuta una risposta da Camerino, su quanto Ella richiese. Essa porta come segue.

• Si sono fatte molte indagini per raccorre qualche memo» ria di Fr. Giacomo da Torrita, ma non hanno oltenuto, che lo » quanto le trascrivo. Fr. Giacomo da Turricchio ( Castello di » Camerino ) Minoritano fiorì circa il 1270. Questo se nou f more

inventore, fu almeno illustratore del mosaico , poichè come » si vede in S. Giovanni Laterano

sotto le figure di S. Francesco,

e di S. Antonio di Padova, sta intagliato Fr. Giacomo » in atto di lavorare con il martello, e pietre in mano, e nel :

libro intitolato Fiume del Paradiso, si dice che sotto vi sia» no queste parole Jacob Turriti de Camerin.

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ento.

592. )

e

nella

aglome, se mai nel 1270, o in quel torno fiori questo Giacomo da Camecomo col suo ritratto.

fol. 48 pag. 264 in una nota. tous leraria Joannis Friderici Galdischii an. 1751 Bratiscus de Brunore I. Patrio Ordinis Fratru. Praedicator.

1) Fanciulli Can. Luca. Osservazioni critiche sopra le anHuida cristiane di Cingoli. - Osiino pel Quercetti 1796.

Questa sterile notizia l'ho estratta da un'antico Mss. che S.r. cza Pizzicanti custodisce come un tesoro. Ho anche frugato

de la l'archivio pubblico ma indarno. Ho fatto osservare in Turrila, te, et le in Turricchio, non si è trovata memoria veruna ec. .

Questa carta, che conservano i Sigg. Pizzicanti non può Erepassare l'anno 1652; nel quale il Pad. Giulio Antonio Catalano

pedico in Firenze pei tipi di Amadoro Massi il Fiume del Tera Chiru peatre Paradiso in 4. forme L' indicata memoria non confronta con l'esistente nel Letrano. Dice Wadingo ( Annal. Min. Tom II.

pag. Della bere enim dextera ita habetur Jacobus Torriti Pictor cum

de hoc Opus Mosaycen. fecit. A sinixtra Vero sub dipinIr. Jays parvuli Fraterculi effigies F. Jacobus de Camerino Socius to il a istri operis.

Quel Turricchio non è stato mai letto da nessuno e il nche il se di Jacobus Turriti è staccato da quello dell'altro Jacobus 10i lare e Conerino. Non ha dunque base alcuna la memoria, della quale Swo é ile

parla, ed è fuori di proposito ciocchè vi si racconta. Anzi dirò

tros, converrebbe affermare che morisse vecchissimo , poichè leg& Bass zella storia del Duomo d'Orvieto del Pad. della Valle ( Tom. I.

R. 33 ) che Giacoino da Camerino fu discepolo di Fr. Giacoino,

bu da Turrita , e lo ajutò nel fare i mosaici della volta,
asi vedono in S. Giovanni Laterano, dove scrisse il suo nome
(71

) Cicognara Conte Conumend. Leopoldo. Memorie spettanside storia della calcografia – Prato per i Frat. Giacchetti 1831. 8. 2 Di questa Croce parlarono ancora gli Annalisti Camal

3 Compagnoni. Memorie de Vescovi, e della Chiesa di H Vedi la dissertazione ,

che ne scrisse l'Editore delle De della Chiesa Osimana Tom. I.

pag.

39. Reisck. Giov. Giacomo." Commentaria ad Costantini Forkingeniti Cerimoniale Aulae Byzanthine

Lipsiae ex offi

64.

pag
Cicog. Mem. della Stor. della calcogr. Append. Part. III.
Anno Domini MCCCXXVI. fecit fieri hoc opus Frater
Hoc opus. Fecit. Girardi. Jacobi. Cavalca. D. Bo-

4. Lib. I. 170.

che an

10

klasi nel Tom. V. pag. 39.

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Iche ness

pag.

227.

ultertuin,

Castell

se u poicheca di Slit Fr. 60

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6. XIV.

pag. Tom. I.

pag. 232.

auro,

(78) Cantalamessa Carboni. Memorie dei Letterati, ed Artisti Ascolani Ascoli 1830 4.

pag

84. Compagnoni. Mem. de Vesc. d' Osimo ec. Tom. III

In fede , che le donazioni fatte da questo Vescovo all sua Chiesa, sono esse state eseguite per mezzo di pubblici atti.is ne abbiamo una assai ricca fatta dal inedesimo sotto il di 26 Maç del 1378, la quale si riscontra nel protocollo esistente nell'arch vio vescovile d' Osimo alla pag. 334, e riportate nell' opera

cita alla pag. 207.

» Unum pastorali Crotiam de Argento, quod, vel qua » affirmavit de denariis suis propriis fecisse de novo fieri, v n reactari, item unum tapetum magnum ad ponendum ante a » tare S. Leopardi etc.

» Item quatuor petias panni syrici coloris azurri cu » anno ad fatiendum paramenta.

» Item tres petias panni syrici albi sine auro ad fatie » dum paramenta etc.

» Item unam petiam panni lini albi subtilis.

» Item unum frectium de auro ad ponendum in u pianeta , vel in uno pyviale etc. quas petias panni syrici cu

et sine auro , et panni lini , et frexium idem D. E » scopus affirmavit esse apud Mutium Francisci de Exculo, me » calorem in Ancona; et pracdictos pastoralem argenti, et tap » lum affirmavit esse in dicta Sacrestia Episcopatus Auximi.

Ed uscito il Vescovo dalla Sagrestia , dove si era stipol to quest'atto, un'altro nè aggiunse nella stessa ora.

» Unam mytriam cum perlis, vel pernis, et alia » » cessaria pro una mytria nova' fienda , quam mytriam , sii » quas pernas etc..

Affirmavit esse apud Angelum Simonis de Ancone " et quas res affimavit emisse de danariis suis propriis etc. .

Dal Protocollo sud. a pag. 435.

Mons. Pompeo Compagnoni nel tempo del suo Episo pato fece riallare , ed aggiungere alcuni pezzi, che mancava alla Croce descritta. (79) Zanetti delle Zecche d'Italia Tom. III.

pag. Adami de Reb. in Civit. Firm. Gestis Lib. Il. Cap. 4

» Eodem anno ( 1425 ) die 28 Augusti , quia ora » natum fuerat per Dominum nostrum ( Lodovicum Meglion » tum ) quod monetae fierent in Civitatè Firmi per Magistru - Marinutium de Exculo, et duo alii Joannis 'Vanni - P

pa facti fuerunt Bolondi parvi de argento, quod pro

prima vice praedicta Zecca fecerat fieri Ser Joannis de M » 'diolano Magister Simon Permarini, 'et Niccolaus Ser Antoni » et hoc quia Crisostumus filius dicti Magistri Simonis inveri

Ragusium in Selavonia pro argento, et asportavit.

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302.

isi

Tom 1

180) Annali Perugini. f. 56.
Pellini. Stor. di Per. Part. I.

pag.

1357. Mariotti. Lettere pittoriche

Perugia 1788

pag. 117

ma nota.

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Zani Enciclop. Met. Vol. VI. Part. I. pag. 116.

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SECOLO XV.

pell' ARCHITETTURA ESERCITATA NELLA MARCA.

CAPITOLO VI.

Um

na delle principali cagioni che contribuirono a quel risorgiment nelle arti, che vedemmo verificato nella metà del secolo scorso i deve anche riferire alle compagnie, o come meglio vogliam chia marle accademie , che si fondarono in special modo tanto in Fi renze,

che in Milano , dove per le cure di un Giovanni Galeazz Visconti se ne eresse una nel suo palazzo nel 1380, ed ivi si divis il gran progetto della fabbrica del Duomo. Lo scopo di tali ra dunanze d'artisti ebbe di mira singolarmente l' emulazione, profitto ne mostrò ne suoi progressi il risultamento. Non è a ne garsi che in questo secolo l'architettura si trovasse ancora ravvo ta in molti difetti , conservandosi per la maggior parte il gus! Tedesco, e la causa ne fu il commercio ancora vivissimo cogli Al manni , coi Spaguuoli, e con altre estere Nazioni. Tornavano nostri dalla Spagna incantati della Cattedrale di Toledo, e de Pa lazzi di Granata , e di Siviglia, non meno di quelli di Strasbu go

di Rhcims, di Londra , e con que' modelli si facevar solleciti di eriggere in Italia fabbriche, che a quelle non avess sero invidia, ed in fatti corrispondono d'appresso a questo tem le Chiese di Monza , de Certosini di Pavia, Duomo di Milano e S. Petronio di Bologna, opera cgregia di un Maestro Arduino

Se a noi non era concesso di avera fra i confini della nostra provincia artisti, che radunati fra loro eccitassero specialmente quell' emulazione, che si rendeva sì utile alle Capitali, funm. però non meno degli altri fortunati nel ripeterne solleciti, e favod revoli influssi. Capitanava nel terminare del secolo XIV, la suf datesca Fiorentina un Niccola di Giovanni Mauruzj da Tolentino** e quella Repubblica memore della gloria che per esso si erig

e

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