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Manorie pitt.

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172 2:3 presentanti il miracolo del Santo di Padova.

saltro caselle ivi rimaste figurano li Santi Gio: Battista , Giorgio,

bolo, ed una Santa. Il colorito de' volti è di bell' impasto, e lekrido assai, gentili sono le forme della Santa , specialmente del

relto. I panni sono ornatissimi per ricami , e dorature.

(11) Montevecchi Pompeo. Lettera pittorica sopra un interesvite quadro di Giorgio Barbarelli da Castelfranco, posseduto dal barissimo Conte Francesco Cassi di Pesaro - Spoleti 1826. Montevecchi. Delle opere di Maestro Gentile da Fabriano.

Pesaro 1830. cores

(12) Mancini. Memorie varie Mss. Codice esistente nella BiMioteca Barbarini, ch'io osservai nel 1829. Esso viene riferito

dal Padre della Valle Descrize

Letterc Senesi Tom. I. pag. 124 Tom. M. di Sur!

pag. 26. Dall'Uguggieri. Pompe Senesi Pistoja 1649, ed

a fine dall'Ab. Morelli nell'indice della libraria Nanni. -Ohs (13) Facio de viris illustribus

pag.

44. Vasari. Op. cit.

Ristretto delle cose più notabili della Città di Siena ediz. 2. - Siena 1791 a pag. 75, in cui si legge quanto segue.

Sotto il Palazzo del Conte Emanuele Pannochieschi d'Elci che fu ad esso venduto nel 1751 dalla Società del Casino 1 tengono residenza i Notaj, e la Curia, ed il Giudice Ordinario,

e sopra la porta si sostiene con catene di ferro una volta , che in un'angolo non riceve posamento: disegno, ed invenzione

( benche alcuni dicono di Baldassarre ) di Maestro Gerino di Borgo S. Sepolcro Muratore, che serve di baldacchino ad un'imnagine di M. SS. ivi dipinta nel 1425 da Gemtile da Fabriano.

(94) Vasari. Tom. V. pag. 177. Il chiarissimo Ab. Luigi De Angelis Bibliotecario , Professore , e Segretario perpetuo dell'Accadernia di belle arti di Siena con sua erudita lettera degli 8 Deambre 1829, mi riferisce l'esistenza dei dipinti di Gentile rap(15) Rosei Carlo con sua lettera del 15 Marzo 1828.

«Ho recentemente veduto in Pisa nella scuola di belle arti un grandissimo quadro in tavola , che si tiene comunemente opera

e mi
pare

che vi sia scritto il di lui nome. 1591 11 dipinto s’uniforma al suo stile

Interrogato però da me sopra questo quadro il chiarissino Professore Giovanni Rosini di Pisa , mi fece sapere che non tra da attribuirsi al pennello di Gentile.

(16) Mariotti Lettere Pittoriche Perugine al Sig. Baldassarre Orsini. Perugia 1788 pag. 67. E prima di lui il Vasari , ed il Burghini tennero questa tavola di San Domenico di Perugia per pera di Gentile. Mariotti dice , che il quadro di San Domenico tra prima situato nella Sagrestia del Convento, poi fu collocato nel Capitolo

. lo ho visitato questo locale il 20 Maggio 1828, c non Te lo rinvenni.

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(17) Quanto a Città di Castello, dove il Vasari nota che ab Gentile lavorò molte cose, così mi scrive il chiarissimo Professor Gio: Battista Vermiglioli con sua 8 Luglio 1828.

a Ho ripetuto le più diligenti ricerche su Gentile da Fa- xmpe briano, ma inutilmente. Di esso non esiste opera veruna , e solo a tute

si crede, che sue fossero le quattro, o cinque tavole coi fatti bu parati » di San Francesco, già da me vedute nel professorio di questi sem » minori Conventuali, e perite nel terremoto del 1789 che mise sades » in rovina detto professorio. Leggo nel libro del Cavalier An- idle dreocci. Breve ragguaglio di belle arti in città di Castello ec. 23 Arezzo 1829

pag: 24 che in San Francesco di quella Città esi- bland stevano antiche pilture di Gentile, ma che perirono nella mo- l vaditi derna reidificazione di quella Chiesa.

(18) Intorno le pitture di Gubbio può vedersi la mia lettera sifa de al Conté Leonardo Trissino di Vicenza, che fu inserita nel ind. I giornale arcadico di Roma. Novembre 1827 pag. 350, e che fu lado

. O poi riprodotta nelle mie operette edite in Bologna pel Turchi 1831. (19) Vasari. Op. cit. Tom. V. pag

177. Lori memorie di Fabriano Mss.

Sopra la porta della Chiesa di San Agostino di Bari evvi un Crocifisso dipinto da Gentile da Fabriano. (20) Biblioteca Picena. Tom. V. Osimo 1796 pag.

Lanzi. Stor. pit. Tom. II. pag. 17 18. Egli parla del quadro della Romila sulla fede del catalogo Mss. che si conservava nell'archivio della Collegiata di San Niccolò di Fabriano, anch'egli, che Raffaele Sanzio andasse colà per vedere si fatta pittura.

Dicesi dal Padre Pungileoni nel suo elogio di Rafaelle Sanzio ( Urbino 1829) a pag. 9 not. c. che il detto Rafaelle forse in questa medesima circostanza si condusse anche in Forano nella Diocesi d' Osimo ad oggetto d'osservarvi un dipinto, che può credersi opera di Frate Angelico da Fiesole. Egli avverte aver tratto tal notizia da un Mss. esistente presso i Padri Riformati di Fossombrone; ma di questo dipinto, ora guasto dal tempo e da ritocchi parla il P. Gonzaga

De origine Seraphicae Religionis Flamminio Guarnieri In Dypticon pag. 55. Mons. Compagnoni nelle sue memorie della Chesa Osimana al Vol. III. pag. 319, e più diffusamente un opuscolo stampato in Osimo nel 1766 Notizie istoriche della Santa immagine della B. V. di Forano.

Lanzi. Stor. pit. Tom. II. pag. 19 crede che Gentile opel'asse in Urbino,

Si vegga il Montevecchio. Mem. cit. ove descrive alcuni quadretti di Gentile già esistenti a Fabriano in un Convento di Mouache, e ora in Gubbio presso il Sig. Prof. Gaetano Ceccarini

15.

e narra

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,2111804 visitarono insime le pitture di Fabriano, e di altre Città

Trbinate, e quelli descritti in Arcevia presso il Sig. Don Luigi
Ottaviani.

(21) Secondo la citata lettera del Sig. Rosei il quadro fu tolto da Ft Fabriano nel tempo del Regno Italico, e trasportato a Milano.

Ti si legge a lettere dorate Gentilis de Fabriano pinxit.

22) Nella pinacoteca dell'I. R. Galleria di Milano discgnata 4362 dal Sig. Bisi, ed incisa dal sud. si vede questa Madonna col Bamche B lino con analoga descrizione della pittura.

Guida alle sale del Imp. e Regia Galleria di Milano, ni 1822 pag. 20. Antologia di Firenze

. Tom. XVIII. N. 53 nota alla pag. 39. ella De (23) Fu venduto in Ancona ad un Greco con la memoria

Mis autentica estratta dall'archivio di quel Convento, onde protare l'originalità del quadro.

(24) Biondo. Italia illustrata Roma 1558.

(25) Biondo. Op. cit. | Tax (26) Ascevolini. Stor. di Fabriano Mss. afferma aver letta

questa lettera del Trapesunzio frà diverse carte appartenenti al Londo trovate a Forli.

27) Vedi la precedente annotazione n. 20.

(28) Di questi duc quadri posseduti dal Sig. Bufera , mi dá relazione il lodato Sig. Rosei nella citata lettera.

(29) Fra i primi , che aggiudicarono questo ritratto a Gentile parla tarono il chiarissimo Marchese Antaldo Antaldi d'Urbino, ed il

chiarissimo incisore professor Francesco Rosaspina , quando nel è stadfconvicine. All’Antaldi gentiluomo ornato di ogni maniera di

coltura, e di cortesia io sono tenuto assai pel dono fattomi di quel ritratto , ( eseguito dal Professsor sullodato ). il quale conservo fra

cose mie più care. Che il detto ritratto esistesse nella nobił casa in Fire Castrica di Fabriano, e che avesse l' epigrafe Francesco Gentilis

de Fabriano pinsit rilevasi dal pregevole libro Antaldi, Notizie li a megfele. citato nella nostra annotazione 4; 1l Mss. autografo di dette Padri fratizie con altri Mss. fu donato al Sig. Gactano Giordani di Bolo

graa, Questi obbligato per molti favori all' egregio donatore race si coglie con ogni diligenza memorie patrie, e pittoriche, di cui vo

antieri fa parte agli amici. Egli diede alle stampe alcune operette
di storia patria, e di belle arti, fra le quali la descrizione della
Pinacoteca bolognese : altre operette di lui vennero promesse al
pubblico, ma tuttora sono inedite.
(30) Montevecchi. Aggiunte alla memoria di Gentile da Fa-
pag. 1 e

e 2.

una memoria Mss. della casa Leopardi Osimana rilevai era in Osimo nel 1660. Una lettera del Sig. Ranaldi di Sanseferino in data 12 Luglio 1828 mi avvisa ch'era in Matelica. lo l'osservai in Roma presso il Sig. Massani nel maggio del 1829.

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15.

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(32) I documenti, ai quali si è attenuto il Sig. Ranaldi nel darmi contezza dei dipinti della tribuna di Sanseverino sono i seguenti.

Cancellotti Slor. Settemp. Mss.
Capitolo dell'invenzione del corpo di Sanseverino.

« Il 15 Maggio 1576 ... corrispondeva il luogo verso ihard la figura dipinta nella detta parete di San Tommaso Apostolo, Il Lit che toccava col dito il lato ferito di N. S. G. C. Aveva opinione kli

. » il popolo per una certa tradizione, che il corpo del Santo si - ! conservasse nella sua Chiesa

Laonde molti pensarono duro a » che fosse riposto sopra una delle colonne , che sostenevano la i les - tribuna dell'altare maggiore, e dava materia di crederlo

tro- van vandosi colla parete sostenuta dalle colonne dipinta la vita di man in » S. Severino , e la sua traslazione con l' istoria , e penitenze da peleto » di S. Vittorino: OPERA DI GENTILE DA FABRIANO PIT- 2:3 più » TORE ECCELLENTE DI QUELL'ETA'.

Severano Mem. Sac. delle sette Chiese di Roma Part. I. Roma 1630.

Fu creduto , che (il detto corpo) si con- neki tein » servasse in una delle colonne, che sostenevano gli archi della vita, n tribuna , le quali erano di mattoni vacui, e dipinte » continuandosi la fabbrica fu trovato a caso (il santo corpo), » si trovò che essendo dipinto nel muro Nostro Signore risuscitato, shule >> si vedeva San Tommaso che mostrando di voler toccare le sue

gloriose piaghe, accennava col dito il secreto nascosto sepolcro ► del Santo.

Marangoni - Acta S. Victorini episcopis, et martyris. - Roma 1740 - Aderat quoque ibidem vetusta imago S. Victorini a Pompilio Caccialupi scriptore Sanseverinate hisce verbis numerata;

S. Victorinus in Tribuna veteris nostrae Ec» clesiae Sancti Severini cernebatur depictus , pendens ex arbore , pedibus, manibusque ad modum haedi seu oviculae ligatae (33) Bollandisti. Acta Sanct. Mart.

Vuolsi, che sia di Gentile una tavola esistente nella sagrestia del Duomo di Macerata , ove fintovi un popolo di devoti supplicanti alla Vergine in gloria , si hanno in ciascun de lati le immagini di San Giuliano, e di Sant'Antonio di Padova. Se il lavoro non è assolutamente di Gentile, puo senza tema d'errare ascriversi ad uno de' suoi migliori discepoli, o imitatori. (34) Vasari. Op. cit. Tom. V. pag. 177.

Ridolfi. Le maraviglie dell' arte, ovvero la vita degl illustri pittori veneti , e dello stalo. Venezia 1648. Tom. I.

(35) In quanto al quadro posseduto dal Cap. Craglietto si pro consultare il Quadri otto giorni a Venezia 1824 Giornata II.

questa tavola lungamente in un Monastero di Venezia ,

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pag. 23.

pag. 112. Fu

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con cappuzzo

prila: NO PE

posseduta da una Suora della famiglia Zen, e non ritornò al pubblico

, che dopo la soppressione de' Monasterj; (Lo stesso Craslietto péssiede di questo quadro un disegno all'acquarello con molta diligenza eseguito dal Sig. Angelo Tramontini Veneziano )

(36) Sansovino. Venezia Città nobilissima, e singolare descritta in XIII. Libri. Venezia 1581

pag:

224. (37) Anonimo. Notizie d’opere del disegno pubblicate dall'Ab. Cav. Morelli. - Bassano 1800

pag.

57.
Intorno ai due ritratti di mano di Gentile in casa di
Mess. Antonio Pasqualino si legge quanto segue.
« La testa par al naturale ritratta da un'uomo grosser

in
саро,

e mantello nero, in profilo, con una corda da selte paternostri in mano grossi negri, delli quali il più basso , e il più grande è de stucco dorato rilevato , 'fu de man de Gentile de Fabriano portato ad esso Messer Antonio Pasqua• lino da Fabriano insieme coll' infrascritta testa, Zoè un ritratto di un giovane in abito da Chierico, con li capelli corti sopra le orecchie con il busto fino al cinto, vestito di veste chiusa , poco faldata, di color quasi bigio, con un panno ad uso di

stola frappata sopra il collo, che discende giuso colle maniche lar• ghissime alle spalle, e strettissimo alle mani, di mano dello

stesso Gentile. Ambedui questi ritratti hanno li campi neri, e sono in profilo , e si giudicano Padre, e Figlio, e si guardano • l'uno contro l'altro; ma in due però tavole, perchè si somigliano nelle tinte delle carni. Ma a mio giudizio questa conve

nienza delle tinte proviene dalla maniera del Maestro, che fa* ceva tutte le carni simili fra di loro, e che tiravano al color

palido. Sono però detti ritratti molto vivaci, e soprattutto finii, e hanno un lustro, come se fossino a oglio, e sono opere

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lodevoli ».

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(38) Facio. De Vir. ill. Oper. cit.

(39) Onde sapere se di questo dipinto ramentato da Facio esisteva più indizio o memoria, scrissi al Sig. Conte Giacomo Maggi di Brescia, il quale con sua gentilissima degli 8 Febrajo 1828 mi rispose.

« Non esistono Cappelle , o Tempi dell'epoca indicata ; ne abbiamo due antichi , ma dei tempi longobardi. Tutte le altre Chiese vennero risabbricate dopo l'epoca del Malatesta, e molte dopo il 1500. Nelle prime due non vi sono dipinti del 1400, nelle altre non vi possono essere. (40) Noticè de Tableaux de Museè Royal Paris 1823 (41) Pillori Descriz. delle pitture di Pambroke pag. 8.

(42) Waagen G. F. Verzeichensis der Gemälde Sammlung des Königlichem Museum an. Berlin. - Berlin. 1830 8 pag. 48.

(43) Platina. Vite dei Pontefici pag. 361.

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pag. 167.

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