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PLänsero ad infinito grado nell'epoca altuale. E se la pietà de fc-

1 leto vigine dal terminar del secolo XIN. alla metà circa del XIV, Perdem» lochè mi restringo ora a ricordare qualche altra fabbrica sparsa potrebe på e la nella provincia , che andiamo esaminando , la quale riconget mæti della sua sua erezione al secolo XIV; onde possino coloro,

de di queste cose specialmente si dilettano rilevarne queste , ed. dire più utili cognizioni per la storia dell'arte; non permetten

basi la scarsezza de miei lumi di poter dare a questo libro il e dois tiek di Storia, ma soltanto di presentare a chi sa più di me potrebbe

u nfficiente quantità di materiali, che potranno servire a scrid'allora

er la storia delle arti esercitate in questi luoghi. Hazruhe reggesse ancora qualche parte della chiesa ,

e monastero, d'esisteva nel 1327 a pochi passi da Macerata detta ora di Santa i principi | bra della Pietà (4) vi troveremmo forse un qualche tratto di

portico, che ci avvertirebbe incominciar fin d'allora a sostituirsi

s, qualche rara circostanza l' arco di tutto sesto all' acuto , To si sod a lenti gradi andavamo ritorulando alle buone prattiche arditettoniche:

e: come pure più facilmente consimili progressi avremva que poi potuto riscontrare ne due monasterj dedicati a Santa Cao brica circa il 1380 in Fabriano , ed in San Severino, se le cir

appresso consuccedute a quei luogbi non avessero dato usa a molte variazioni. Fu il primo eretto (5) dalla pietà di ato dite eido figlio d'Alborghetto Chiavelli subito ritornato Signore di

Fabriano nel 1373, ed il secondo lo fu da monaci di San Beneleto, che ne dedicarono la Chiesa a San Mariano , dedicazione, 2: cambiò con quella di Santa Caterina allorchè nel 1544 subento a questi delle Suore, che osseryavano, e conservano tuttoal regola Benedettina (6). Lasciando per altro i monasterj, che 1 sigevano in questo secolo con non ininor grandezza, e numero á passati, de' quali ne potremmo ricordare parecchj, osservera 2, che quelle ragioni , che tanto cooperarono nel terminare del 120 a render sempre più venerato il nome di San Francesco, si

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a questa ancora nella nostra provincia , dove niuna Terra vokra esser meno dell'altra pell’erigere a questo bavello Santo templi

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In Ancona dove erasi dato ricetto ai discepoli del Santo allorchè viveva, e dove a publiche spese si era fabbricata in quel tempo una chiesa , aveva Sede Episcopale un Niccolò di nazione Ungara, il quale spinto da devoto zelo cresse co' proprj danari un’alira chiesa dedicandola a Maria Vergine, ed al Serafico San Francesco, e fu essa compiuta ai 15 d'agosto del 1323 nel Pontificato di Giovanni XXII. Se non sappiamo a chi appartenesse la direzio-', ne di questa fabbrica, si presenta però tale d'argomentarne valentissimo l'architetto. Egli si atteneva a quello stile, ch'era proprio del tempo. Dei grandi pilastri sostengono la volta, che

20 darle tercolonj. La Tribuna , alla quale si ascendeva si presentava macstosa , qualità , che specialmente aveva luogo per gli architetti di

2, che questo secolo, e che poi non ebbe uguale effetto coll'andare del tempo , giacchè col voler troppo ornare di colonne, e di pilastri i grandi archi delle tribune si rese la visuale più ristretta, e la

na serie luce più opaca. Dal che ne nasce , che non si sono ottenuti se non

Adela dei sfavorevoli risultamenti , che purtroppo appariscono anche in questa fabbrica, la quale cambiò ogni vecchia forma nella metà del secolo passato (7). Rinase ad ornarsi la facciata di questa chiesa , allorchè fu aperta, e quando questa fosse poi compiuta , ne parle-, pdf remo a suo luogo.

Treja tenne dietro ad Ancona, e si eresse anche ivi una Chie- of sa al Santo , che poi variò nel 1442, e nel 1596, e fu ridotta a quello stato, che oggi si scorge nel 1606 (8).

Nel 1351 sappiamo, che s'incominciasse a fabbricare quella d'Arcevia , e per la spesa vi concorse Alborghetto Chiavelli Sigpore di Fabriano (9);

; e forse nel medesimo anno si cdificavano a la quelle di Monte Ottone , che poi al pari delle altre d rifecero (10), e quella di Falleronc, la quale s’ è apprezzabile :nella parte interna, non è meno interessante nell'esterna dove si ** usarono molti ornati di terra cotta, i quali crederci posteriori all'erezione della chiesa , essendosi pratticati in ispecial modo & nel secolo susseguente : se di questi sono abbondevolissimi i paesi della provincia, lo è più d'ogni altro Fallerone, dove non havviste quasi finestra o porta di privata abitazione, che non sia ricca di ?!

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tali ornamenti. Ma essi sono certamente opere posteriori all'epoca, de rintracciamo non tanto per la qualità della materia , che vi la adoprata, quanto pel disegno che non a questi tempi té cosi elegante , nè cosi corretto (11).

Fra le molte Chiese dedicate a San Francesco, che merita196 una conservazione era sicuramente quella di Ripatransone, la pele eretta in questo tempo presentava una solida , e magnifia estruzione. Essa conservavasi intatta negli ornati, esterni e meno le quelle rifatte, pel resto le navate corrispondevano alla loro pris erezione. Ci duole di dover ora deplorare la recente rovina di presto Tempio , che pure era onorevolissimo al paese , ed interes sale a coloro, che ricercano la bellezza nella vecchia architet

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Essendo stati i monaci, come altrove si è detto dei più de Roti alla nuova Serafica istituzione, donando a discepoli di San Francesco fin dalla loro prima origine adatti ospizj, vollero tra tsi i Farfensi , che nella loro principal fede , qual cra Santa Titoria , si edificasse una chiesa (13) ; il che avvenne nel '1368. Sa diremo qual fosse in quel tempo, non potendosene rintrac

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Nel 1384 quelli di Recanati impiegavano anch'essi vistose
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oggetto (14). E somme non minori da quelli di Acona furono impiegate nel 1338 per l'erezione di una Chiesa

di Sant' Agostino , dove si dice da Vasari (15) che vi ise adoprato un tal Moccio da Siena per le sculture, che si eguirono nella facciata , e per quelle che parimente si feccra el'urna dove crano riposte le centri di un Fra Zenone Vigilanti Tescovo , e Generale dell'ordine. Che Moccio lavorasse questo Bonumento potremno prestargli fede , ma che suoi siano gli ornamenti della facciata ne abbiamo un' argomento contrario riserendeci a quanto ci narrò il cronista Bernabei , che visse in quel

tempo , in che un Giorgio da Sebenico era in quel lavoro oci i pare repelo. Conviene dunque credere , che avvenisse

questa chiesa quello che già dicemmo per l'altra di San Francesco, vale a dire, che rimanessero le facciate prive d'ogni ornamento fino

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alla metà circa del secolo XIV. Dirò in fine che anche da Frati u peta di Sant'Agostino in Osimo si fabbrico circa il 1347 un comodo convento lasciando quello che avevano fino a questo tempo abitato nel Borgo di San Lorenzo (16). La pietà de' cittadini u dec vi concorreva, e questa devozione medesima cra una favorevole tze al circostanza all'avanzamento delle arti, le quali s'impiegarono in und ogni parte ad onore di Dio, e de Santi. Nella Città di Fermo alder un Francesco di Matteo Gansci nel 1313 aveva sue spese

topfor fatto innalzare la Chiesa Suburbana detta di Castiglione (17), wete da e nell' anno medesimo per cura di un Domenico Cola Magi- 'è de strato dell' Annona era stata rifatta entro le

mura quella di aldi San Gregorio (18)

Una però delle fabbriche più interessanti di quest' epoca può les sol riguardarsi nella vecchią Collegiata di Offida , la quale dall' es-2, es ser monacale passò ai canonici. Fu questa Chiesa rifatta quasi linda, da fondamenti in questo secolo, perchè l' esser essa collocata i de pe sulla cima di un piccolo colle fece che soffrisse da ogni lato ti del per le acque pericolose corrosioni , onde i ministri , che l'uffi- 1x de ciavano costretti furono ad abbandonarla. Sorge questo Tempio he si maestoso , e se ne rimira a qualche distanza dal paese la massa gnificenza , per cui il viaggiatore curioso di osservare quanto di tre i bello produsse l' arte anche fra monti dimentica ogni disagio , etia e si rende impaziente di poter meglio vedere d'appresso quello , a, dia che da lungi lo ricrea , e lo sorprende. S'ascende a questa chiesa per varj gradini, e nell' entrarvi rimane “soddisfatto l'ocell chio, e per la di lei vastità , e per le giuste sue proporzioni. Em Il gotico posteriore è anche qui usato in quei modi , che prat- igaz ticavasi da migliori artisti di quel tempo. Meno la tribuua , quale è ornata di mosaici , forse de primi , che riprodussero in mosaicisti dopo il deperimento di questa manifattura, pel resto le altre cappelle furono di nuovo rifatte con grandissimo danno della chiesa stessa , la quale indenne da qneste variazioni avreb be tanto di più richiamato l'occhio dell'ammiratore. Dalla parte meridionale

per una porta arcuata e ristretta si entra in un magnifico sotterraneo corrispondente in lunghezza alla chiesa superiore.

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koke colonne di pietra cotta ne sostengono le volte, ed alcune & TVLo ad ornamento dei tre altari, che vi sono disposti (19).

cosa molto difficile, che o il tempo, o il vario gusto dedi uomini non diano causa a dei mutamenti nelle fabbriche. Ea quelle dedicate al culto di Dio ne soffrono specialmente le die dove i capi di esse vorrebbero pur lasciare monumenti di kis pietà; ma il danno maggiore ne deriva dal non

essere in saiba zelo di conformità al gusto , ed all' intelligenza : e chi la posiede queste doli non ha neppure un tatto corrispondente pa negliere alla direzione delle proprie idee uomini , che supo samo a quello di che eglino sono mancanti. Sul qual'argomento rite saggiomente Vasari (20), allorchè parlando delle porte di katies, che fece scolpire per San Pietro Papa Eugenio IV. dai natori Filarete, e Simone Fiorentini , dic' egli, che diede a zoscere al Mondo, ch'era uomo non solo di poca intelligenza d'arte, ma che poco considerava altresì di quant' importanza a l fare stima delle persone eccellenti nelle cose pubbliche per b lama, che se ne lascia, per la poca vita , che hanno le opere, e perchè in fine si fa ingiuria al publico, ed al secolo in che si * 1910; credendosi risolutamente da chi viene poi , che se in pal'età si fossero trovati migliori Maestri, quel Principe si sa

e piuttosto servito di quelli, che degli inetti, e plebei. E Berando a noi, dirò, che se per esempio la Cattedrale di Re zati, che come accennammo ricorda la sua ricostruzione al 1385 nodesse orá qual fu a quel tempo non sarebhe offeso il nostro teso da quel pesantissimo soffitto di legname tutto intagliato , aia di cartocciaini, ma invece lo vedremmo sorgere svelto da pleri

, dar più di maestà , e più di luce alla fabbrica, e invece é teler delle cappelle decorate da colonne doriche, o joniche , hereumo queste messe alla semplice , giacchè semplice cra l'izdeze del Tempio; e invece di una tribuna occupata da ornamenti delati

, sorgerebbe più maestosa , quanto più fosse spoglia di os che non le conviene : e così noi non daremmo luogo a considetare delle diverse parti di una chiesa í variati gusti de' tempi, e degli uomini (21). L'unità pertanto era il canove, da cui nout

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